le Critiche

CRITICA A CURA DI FABIO BIANCHI
Nei polimaterici e nelle tecniche miste di Freddi troviamo echi sia dell’Informale che dell’Espressionismo astratto, ma anche di Minimalismo e in misura minore di Arte Povera. Freddi coltiva una sua poetica, robusta ed originale, convincente soprattutto: da un lato la sua arte deriva dal desiderio di recuperare materiali antichi, legno soprattutto. Dall’altro dall’istintiva malia per l’astrazione, per uno stile – anzi un contro-stile – capace di espandersi vorticosamente, ma anche compensare tra colori e forme sullo e nello spazio. Freddi non tollera regole, secondo lui la pittura non deve avere limitazioni alcune che non siano il rigore dell’intuito e la saturazione derivante dalla pienezza delle sensazioni. C’è una morale nelle sue opere, un contributo storico-critico importante: Freddi cerca infatti emozioni stratificate. Derivate cioè da una strana ma suggestiva compenetrazione: l’antico rappresentato da materiali di recupero, magari porte lignee di un certo lignaggio, senza però scordare la magia e la vivacità nonché la modernità del colore. Ed è soprattutto quest’ultimo che riesce a contestualizzare un’opera, a scuotere non solo la mente ma anche il cuore degli appassionati.

Fabio Bianchi


CRITICA A CURA DI PAOLO LEVI